Mel Galli si unisce al coaching staff

Dopo il lungo periodo di silenzio off-season cominciano ad arrivare le prime novità sul campionato 2018.

In attesa di sapere chi saranno gli import di quest’anno il primo di cui parliamo è Mel Galli, che si unisce al coaching staff UTA con la carica di offensive coordinator.

Proveniente dalla California e con alle spalle una lunghissima esperienza di football è un veterano anche dei campi italiani: ha fatto parte del coaching staff di Elephants Catania, Seahawks Bologna e Bills Cavallermaggiore. Saprà quindi unire gli anni di esperienza in America con una già rodata conoscenza del football made in Italy.

A breve ulteriori novità sull’organico dei giocatori e del coaching staff UTA che è già al lavoro dentro e fuori dal campo per la preparazione della stagione 2018.

 

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I Ranocchi UTA chiudono la stagione a Bolzano

Il presidente Fabbri: “Guardiamo già al futuro”

Ultima di regular-season nel massimo campionato di serie A1. I Ranocchi Uta, già salvi matematicamente dal penultimo turno dopo la vittoria da batticuore conquistata a Ostia, saliranno domenica a Bolzano (alle ore 15) per chiudere in tutta serenità la prima stagione al piano di sopra.


“Andiamo a casa dei Giants per divertirci, a questo punto – dice coach Sclafani – e provare a noi stessi chi siamo. Siamo indiscutibilmente cresciuti nelle ultime partite, trovando più consapevolezza e fiducia nei nostri mezzi, soprattutto da parte giocatori italiani: un buon segnale per il futuro, perché la spina dorsale di una squadra numerosa come quelle di football è costituita dai nostri ragazzi”.
Intanto, il presidente Frank Fabbri guarda già lontano: “Il 6 giugno, due giorni dopo la conclusione del campionato, abbiamo in agenda una riunione per cominciare a programmare la prossima stagione. Sono felice – ammette Fabbri – perché tutti i nostri sponsor mi hanno promesso che saranno ancora al nostro fianco. Non solo: tutti sono pronti a fare qualcosa di più per puntare ad una stagione in A1 con maggiori soddisfazioni. Dobbiamo lavorare con più forza sul nostro vivaio, a cominciare dai bambini, perché solo così possiamo rilanciare il nostro sport in città”.

L’ufficio stampa

 

Ranocchi UTA vincenti sul campo dei Marines

Pesaro è salva e il prossimo anno giocherà ancora in Ifl

La serie A1 è salva. Il prossimo anno i Ranocchi Uta saranno ancora sul grande palcoscenico del football americano di casa nostra. Un traguardo legittimato dalla vittoria colta sul campo di Ostia (9-8 il risultato finale). Successo da batticuore, maturato solo negli ultimi secondi di gioco.
“E’ stato fantastico vincere in questo modo – ammette il presidente Frank Fabbri -. Perché è stato un risultato portato a casa soprattutto dagli italiani, cosa che ci rende fieri dei nostri ragazzi e ancor più motivati a portare avanti il progetto nella prossima stagione”.


Sotto per 8-0, dopo aver subìto un touch-down e una trasformazione da due punti, gli uomini di Sclafani non si sono scomposti. Prima hanno ridotto le distanze grazie a una prodezza Robbie Kendall: il safety ha effettuato un placcaggio in end-zone, azione che frutta due punti (8-2). Un episodio che ha ridato fiato alla truppa e l’ha spinta a crederci fino alla fine, anche perché la difesa è stata come al solito impeccabile. Il ‘ribaltone’ è avvenuto a soli 19’’ dalla fine: un grande drive d’attacco condotto da Aldo Fiordoro, schierato da qb titolare come promesso dal coach alla vigilia, ha messo la squadra nelle condizioni ideali. Il lancio finale scivola dalle mani di Frazzetto ma dietro è pronto ad acciuffare la palla Gualandi che deposita in touch-down. Parità. Quindi Matteo Spada suggella la sua stagione calciando fra i pali la trasformazione che regala il successo ai Ranocchi.
“Sono felicissimo – conclude il presidente Fabbri –, abbiamo giocato con grande cuore. Anche quando siamo andati sotto in campo aleggiava uno spirito battagliero, volevamo assolutamente conquistare un risultato che sentivamo alla portata. Domenica prossima andremo a Bolzano a cuor leggero per chiudere degnamente la nostra stagione da matricole che abbiamo onorato restando nel football che conta”.

L’ufficio stampa

Ranocchi UTA, altra prestazione dignitosa

Gara combattuta anche contro i Seamen

Non cambia il risultato (Uta sconfitta 27-7) ma qualcosa è cambiato nella consapevolezza della squadra di Francesco Sclafani. Anche contro i Seamen, i suoi uomini hanno giocato una partita all’altezza, pur confermando le difficoltà a segnare: “Ma c’eravamo sempre nel vivo del gioco” sottolinea il coach.
L’impatto è stato tosto, però: i Seamen schiacciano quasi in end-zone l’attacco di casa nelle prime battute e il rischio corso è grave, poi Spada calcia via la paura. Quando tocca a Milano, gli ospiti sfruttano subito un bel lancio del qb oriundo Zahradka che porta l’attaco lombardo a 2 yards dalla meta: e alla fine, Milano entra sfondando letteralmente di peso per il primo touch-down. Trasformazione a segno ed è 7-0. Pesaro reagisce con due lanci completati per Frazzetto, ma poi non si concretizza e si paga a caro prezzo lo slalom di Bonaparte, che va a depositare il 13-0. Milano sceglie la trasformazione da due punti ma viene stoppata dalla difesa. C’è l’opportunità di accorciare prima dell’intervallo ma il field-goal calciato da Spada a 1” dal riposo sfila fuori, a lato del palo. E i Seamen puniscono subito a inizio ripresa con una corsa dell’americano Paul Morant, che sigla il 20-0.


Una palla persa dal qb Chase induce Sclafani a cambiare la regia: dentro Aldo Fiordoro. La sua intesa con Spada è vecchia di anni e si vede: il lancio è perfetto, la ricezione altrettanto, ed è touch-down. Lo stesso n.84 di Uta effettua la trasformazione e Pesaro ci crede: 20-7. L’entusiasmo cresce e l’ultimo quarto inizia con un altro piglio per i padroni di casa: un fumble ricoperto dalla difesa regala un’opportunità che Iacovelli ripaga con una gran corsa. I Ranocchi sono a un passo dal secondo touch-down, ma tutti i tentativi vanno a vuoto. L’ultimo, con Gualandi a cui sfugge la palla in tuffo, è davvero sfortunato. La difesa dei Ranocchi reagisce con rabbia e ferma in breve tempo Milano, restituendo un’altra opportunità al reparto offensivo ma qui arriva il gran gesto atletico di Morant, che intercetta. Il morale crolla e si subìsce un’altra segnatura dai Seamen con Bonaparte. E’ finita, ma la sensazione è che questa squadra abbia finito di pagare lo scotto della matricola. Le due migliori partite le ha fatte contro le più forti, quelle che si giocheranno lo scudetto.

L’ufficio stampa

 

Ranocchi UTA, in notturna contro i Seamen

Si gioca sabato alle 18,30 allo stadio di Vismara

Sfida affascinante per i Ranocchi Uta in una location e in un orario diversi dal solito: contro i Seamen si gioca infatti sabato in notturna, alle 18,30, allo stadio di Vismara.
“Un posto che ci trasmette buone sensazioni, lì abbiamo vinto la sfida playoff con Castelfranco un anno fa” ricorda coach Sclafani. E nello stesso stadio gli Angels due estati fa giocarono una grande partita contro un college americano, suscitando ogni volta la curiosità di un quartiere molto appassionato di sport.
“Speriamo allora di avere ancora una volta un buon pubblico, perché quella con i Seamen Milano è l’ultima in casa di questo campionato e vogliamo lasciare un buon ricordo di noi”.


Si sente che l’atmosfera è buona in casa pesarese, dopo la prestazione orgogliosa e di sostanza disputata a Milano al cospetto dei Rhinos campioni in carica, una settimana fa: “La mente è tutto nello sport. Se avessimo giocato, ad esempio, contro i Dolphins con lo stesso spirito con cui abbiamo affrontato i Rhinos, oggi parleremmo forse di un’altra stagione” ammette il coach di Uta.
“Dobbiamo maturare proprio in questo aspetto: abbiamo giocato troppe gare, specie quelle che erano alla portata, carichi di ansia, troppo preoccupati, con la paura di sbagliare: e alla fine abbiamo sbagliato. Mentre a Milano, dove non avevamo nulla da perdere, abbiamo eseguito meglio tutto e ci siamo anche divertiti. Vorrei che contro i Seamen, che come squadra sono altrettanto solidi, anzi forse anche più dei Rhinos, scendessimo in campo con la stessa mentalità”. Il reparto difensivo è in sofferenza senza Piermaria e Ndreu, mentre in attacco Frazzetto, seppur acciaccato, ci sarà. Gli Uta proveranno a regalarsi una grande serata prima delle due trasferte che chiuderanno la stagione in A1.

L’ufficio stampa

UTA esce a testa alta dal campo dei Rhinos Milano

Prestazione solida contro i campioni d’Italia, e la salvezza è più vicina dopo il ko dei Grizzlies

A testa alta sul campo più prestigioso d’Italia. I Ranocchi Uta, al di là del risultato finale (43-21), hanno offerto una prestazione solida contro i campioni d’Italia, come racconta Alessandro Angeloni, che anche quest’anno dà il suo contributo alla squadra nelle doppie vesti di giocatore-allenatore.
Il risultato non deve trarre in inganno – avverte Angeloni -, perché la gara è stata invece combattuta sin quasi alla fine. Abbiamo iniziato l’ultimo quarto sul 28 a 21, dunque con l’esito del match ancora aperto. Poi la stanchezza si è fatta sentire e abbiamo ceduto”. Partita bella ed intensa, comunque. Nel primo quarto i Rhinos partono subito forte, infilando il primo touch-down, ma nel secondo quarto Pesaro reagisce, impattando grazie a un bel lancio di Venuto per Frazzetto. Milano reagisce e il primo tempo termina 21 a 7.

 prestazione solida contro i campioni d'Italia
“Nella ripresa siamo entrati carichi – continua Angeloni – e con la nostra difesa solida li abbiamo contenuti, andando a segno prima con Spada, su lancio lungo davvero eccellente, poi con Iacovelli, entrato in end-zone dopo un lancio corto. Sul 28 a 21 il match era ancora acceso e vivo e abbiamo avuto anche la palla del pareggio. A quel punto i Rhinos sono andati in allarme: hanno iniziato a correre col quarterback cercando nuove soluzoni e dimostrando la loro indubbia superiorità. È stata comunque una partita avvincente e corretta. Siamo soddisfatti della nostra prestazione contro i campioni d’Italia, primi in classifica e imbattuti”.
Al termine della giornata è arrivato anche un risultato positivo dal campo direttamente interessato alla salvezza: a tre giornate dalla fine, il successo dei Guelfi Firenze tiene i Grizzlies Roma a distanza di sicurezza.

 

L’ufficio stampa

photo by Giorgio Sivocci

Derby acceso, ma passano i Dolphins

Dopo 29 anni di assenza, Ancona fa sua la sfida contro Pesaro

Ventinove anni dopo, il derby, tra Pesaro e Ancona nella massima serie, ha regalato emozioni al pubblico del camposcuola di via Respighi. La vittoria è andata ai Dolphins (25-36 il punteggio) e ai Ranocchi Uta resta l’amaro in bocca. Ma, come riconosce onestamente a fine gara il defensive Giorgio Gerbaldi «ha vinto chi ha sbagliato meno. E non siamo noi». In effetti i pesaresi di errori ne hanno commessi troppi per sperare di condurre in porto una battaglia iniziata col piede giusto. Dopo pochi minuti a sbloccare la partita era infatti Matteo Spada, su bel lancio del suo qb, Chase Venuto; Leonardi si fa stoppare il calcio ed è 6-0.

Subito dopo, i padroni di casa perdono una delle colonne del reparto difensivo, Kristi Ndreu, che esce portato a braccia dai compagni: si teme per il ginocchio. I Dolphins sprecano un calcio da tre punti e Pesaro aumenta il vantaggio col primo touch down stagionale di Alec Iacovelli: l’americano aggancia al volo l’assist di Chase Venuto ma poi la trasformazione da due punti non va e Uta non capitalizza il vantaggio come potrebbe (12-0). Si potrebbe andare all’intervallo con l’inerzia in pugno, ma i locali si fanno sorprendere dalla corsa laterale di Soltana; entra anche il calcio e le distanze si riducono (12-7). Ma il touch-down più spettacolare arriva poco dopo, con Mosca in tuffo direttamente in end-zone. La trasformazione va a segno e Ancona sorpassa (12-14). Pesaro accusa il colpo e spreca una buona opportunità nel successivo attacco, facendosi intercettare.
Dopo l’intervallo riparte Spada che, in slalom, va a depositare il pallone del terzo td di Uta, Leonardi stavolta non sbaglia e i Ranocchi ribaltano di nuovo il punteggio (19-14). Ma è l’ultima volta. Poi i Dolphins salgono in cattedra: c’è un po’ di discussione, ma gli arbitri ritengono valido il touch-down che pareva un passaggio incompleto e che invece permette agli anconetani di rimettere il naso avanti (19-21).
A quel punto arriva la sanguinosa ‘persa’ da Spada, fin lì tra i migliori: sul kick-off di ritorno, il ricevitore va sicuro per ripartire di corsa, ma la palla gli scivola e viene intercettata da un avversario. Ancona non spreca la ghiotta occasione e dopo aver segnato nuovamente, decide di andare per la trasformazione da due punti, che va a bersaglio (19-29). La carica emotiva si ribalta sul versante ospite, mentre Uta paga caro il momento no e subìsce un altro touch-down. Chase Venuto si fa male, anche lui al ginocchio. Coach Sclafani inserisce in regia Fiordoro che regala, con un bel lancio, al giovane Iacopo Bertini la soddisfazione della prima segnatura in serie A. «E’ questo il mio regalo di compleanno – dirà alla fine un po’ mesto il presidente Frank Fabbri -. Avrei voluto la vittoria nel derby, ma il primo touch down in serie A1 di mio nipote è meglio di niente». Per evitare l’ultimo posto e salvarsi, i Ranocchi dovranno ora guardarsi da Grizzlies e Guelfi.