Sbancata Torino, la salvezza è più vicina

I Ranocchi UTA superano i Giaguari nel finale (29-28)

Una vittoria di importanza capitale per i Ranocchi Uta che espugnano il campo dei Giaguari Torino in un finale batticuore (29-28 il risultato). Con due vittorie nel carniere, entrambe conquistate in trasferta, i ragazzi di coach Gerbaldi si avvicinano sensibilmente alla salvezza: “E’ stata una vera impresa – ammette il presidente Frank Fabbri, strafelice – l’ultima azione è stata incredibile, decisa con coraggio dal nostro allenatore che ha preferito rischiare per vincere, anziché andare ai supplementari”.

Un match ad elastico, in cui i padroni di casa andavano in vantaggio e venivano puntualmente ripresi da Pesaro, sino all’epilogo, con il rimpianto di aver sprecato ben 3 intercetti di Alberto Abbondanza.

Sul 28-21 per Torino il lancio perfetto di Alex Germany, che ha diviso la cabina di regia con Fiordoro, pesca Frazzetto per il touch-down che riapre le speranze a una manciata di secondi dal termine, 14 per l’esattezza. Il tabellone segna 28-27 per i Giaguari, c’è un un extra-point da calciare e Canuti non ha mai fallito sin lì.

“Si poteva giocare per il pareggio ma Gerbaldi nel time-out ha disegnato l’azione per cercare una trasformazione da due punti e chiuderla lì. Trasformazione che Germany ha realizzato con freddezza e precisione. Dopo di che si è scatenato il putiferio – racconta il presidente -. Non ho mai fatto un viaggio di ritorno così bello, sette ore in pullman sono volate, i ragazzi hanno sempre cantato da Torino fino a casa. E alle sette e mezza di domenica mattina abbiamo fatto colazione a Pesaro. Meraviglioso”. A questo punto, i pesaresi attendono con ansia il derby marchigiano del 27 maggio contro i Dolphins Ancona per certificare la permanenza nella massima serie e togliersi uno sfizio. Sarebbe, fra l’altro, l’ultima possibilità di regalare un sorriso al pubblico di casa,  visto che la stagione si chiuderà poi il 3 giugno con la trasferta di Milano contro i Seamen.

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UTA niente da fare in casa

Al campo di via Respighi passano i Rhinos Milano (46-21)

Contava di rompere il ghiaccio anche in casa, Pesaro. Ma i troppi errori commessi nella parte centrale del primo tempo hanno tarpato le ali a Frazzetto e compagni. Non era iniziata male, tutt’altro: sul 14-7 per i milanesi, i Ranocchi parevano in grado di contrapporsi ai rivali. Invece tre intercetti cambiavano all’improvviso l’inerzia del match: “Dire che sia stato per poca concentrazione sarebbe riduttivo e non posso pensarlo – dice coach Gerbaldi -.

Ma quando l’attacco regala palloni all’avversario anziché utilizzarli al meglio per cercare di segnare e subisce dei touch-down sul ribaltamento, poi il morale della squadra va a terra”. Non era, però, ancora finita. Spada approfitta di un colpo di fortuna e afferra la palla al volo, sguillata via a due avversari che si scontrano, mentre si trova in end-zone. Pesaro torna a crederci (34-13) e spinge per segnare ancora: spreca, però, per due volte il lancio per incomprensioni tra il qb Fiordoro con i suoi ricevitori, quindi uno snap sbagliato per Germany vanifica l’ultimo tentativo, a pochi secondi dall’intervallo.

Dove i Ranocchi avrebbero potuto accomodarsi con uno scarto ancora rimediabile e soprattutto con l’adrenalina ritrovata. Che invece non c’è più. Così, la ripresa è un monologo dei Rhinos, fatta eccezione per un intercetto di Tyren Quinn che deposita direttamente in touch-down e si fa un regola per il suo compleanno con la prima segnatura in maglia pesarese. Finisce 46-21 e adesso non si può più sbagliare: “Sabato a Torino ci giochiamo la salvezza – dice Gerbaldi -. Ci serve una settimana di allenamenti a ranghi completi, perché lo sport non mente: la partita è la fotografia di come ti alleni”.

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Primo squillo di vittoria a Bergamo

Gli Uta espugnano il campo dei Lions (24-20)

Finalmente, il dolce sapore della vittoria. A Bergamo, contro i Lions, i Ranocchi Uta si prendono la prima soddisfazione stagionale, passando per 24-20 dopo una battaglia dalle mille emozioni. Una partita che i pesaresi hanno impattato subito a muso duro, andando in vantaggio con prepotenza per 14-0 grazie ai touchdown prima di Germany (che ha giocato in difesa e in attacco nonostante fosse infortunato) e poi di Tassinari, che sfrutta un fumble, dopo che la palla era schizzata dalle mani di Alex a causa di un placcaggio nei pressi dell’end-zone.
Poi, però, c’è il ritorno dei padroni di casa che non mollano e riescono ad impattare l’incontro (14-14). L’equilibrio regna a lungo, fino a che viene spezzato da un field-goal firmato Spada (17-14). Ma i Lions ruggiscono di nuovo e riescono a rimettere la testa avanti (20-17). A decidere la sfida, a meno di due minuti dal termine, ci pensa la premiata ditta Frazzetto & Spada: Jerry si fa vedere con ottime ricezioni, fra cui una spettacolare ad una mano, portando il compagno a segnare il touch-down che fissa il punteggio finale e fa spiccare il volo ai biancoblù.

Si respira entusiasmo negli spogliatoi di Bergamo e Giorgio Gerbaldi, dopo tanto soffrire, non riesce a trattenere la grande gioia, dividendola con tutte le componenti del club: «Complimenti a tutta la squadra: questo è un successo che ci riempie di orgoglio e dimostra il grande cuore e il carattere del nostro gruppo. Una vittoria che arriva nel momento in cui la mia formazione è forse nel maggior stato di emergenza – sottolinea il coach -, ma che esprime, proprio in questo momento particolare, il costante e totale impegno che sempre tutti ci mettono, partendo dai giocatori fino ai dirigenti. A Bergamo finalmente, dopo tanto lavoro, è arrivato anche il risultato».

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A Bergamo per rompere il ghiaccio

Ranocchi Uta impegnati sul campo dei Lions

Siamo al giro di boa: dopo cinque partite, coincise con altrettante sconfitte, i Ranocchi Uta devono e vogliono rompere il digiuno. C’è bisogno di punti per la classifica e per il morale e l’appuntamento di domenica a Bergamo contro i Lions (ore 15,30) sembra l’occasione giusta per la squadra di Giorgio Gerbaldi.
“L’avversario di domenica è, in effetti, una di quelle squadre che potrebbe essere alla nostra portata – azzarda Ale Angeloni, assistente del reparto d’attacco -, sin qui ha un ruolino di 2 vinte (con Ancona e Torino, entrambe di pochi punti) e 2 perse, ma non è più la schiacciasassi di un tempo, quell’epoca è ormai conclusa per i Lions.

Ha perso tutti i suoi veterani e oggi si presenta con un roster molto giovane, comunque abbastanza efficace, quindi da rispettare. Noi comunque siamo alla svolta: se ci dev’essere, questo è il momento. Perciò è una domenica importantissima, un’occasione per scuoterci”.
Pesa, però, sul match il dubbio-Germany che accusa una brutta contusione a un piede. Questa settimana l’americano di Uta non si è allenato, curandosi con le terapie nel tentativo di rientrare in tempo per la sfida di Bergamo. Rientra invece Rossi, che ha scontato la squalifica, mentre deve dare forfait Gagliardi, infortunato.

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Giants troppo superiori, i Ranocchi UTA cedono

Alex Germany a segno due volte contro gli ex, ma non basta

La legge dell’ex non paga. Nonostante sia proprio Alex Germany a siglare i due touch-down di giornata contro la sua ex squadra, sono i Giants a passare sul campo di via Respighi, anche in maniera autoritaria nel finale (48-14) dopo che i Ranocchi avevano creduto di poterla riaprire poco prima dell’intervallo. Sul 28-14, siglato da Germany con una finta e corsa, si era riacceso l’entusiasmo, ma è arrivata subito la doccia gelata con il terzo sigillo messo a segno da Gregorio. La partita si è chiusa lì, pochi secondi prima di tornare negli spogliatoi. Dai quali Uta è uscita col morale sotto i tacchi, mentre Bolzano con il desiderio di chiudere la partita. E lo ha fatto immediatamente, con un’altra segnatura, allargando il vantaggio nel corso del terzo quarto e gestendolo poi nell’ultima frazione.


Il coaching staff aveva tentato la mossa a sorpresa, schierando Germany da qb, ma la scelta si è rivelata efficace per poco. L’attacco si è fatto via via più sterile con gli alto-atesini che si sono adeguati alla decisione altrui, mentre la difesa di casa non ha tenuto, aprendo squarci improvvisi per le corse dei Giants. Insomma, la classifica dei Ranocchi resta sconsolatamente a zero: “Ma non possiamo abbatterci, anche se quando mancano i risultati la fiducia diminuisce e con essa anche l’adrenalina – ammette Alessandro Angeli, assistente del reparto difensivo -. Il football pesarese merita di rimanere nella massima serie e nelle prossime cinque sfide dobbiamo fare di tutto per tirarci fuori da questo, scomodo, ultimo posto”.
Domenica 22 aprile si va a Bergamo contro i Lions, una chance da non lasciarsi scappare se si vuole restare aggrappati alla salvezza.

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Domenica contro i Giants caccia alla prima vittoria

Ranocchi Uta impegnati in casa ore 14,30

Dopo il bye-week tornano in campo i Ranocchi Uta, attesi al camposcuola di via Respighi contro i Giants Bolzano vice-campioni d’Italia (ore 14,30). La squadra di Giorgio Gerbaldi è ancora a caccia della prima vittoria dopo quattro sconfitte che hanno un po’ abbattuto il morale dell’ambiente, ma non quello dei suoi giocatori.

“Abbiamo sfruttato la pausa per concentrarci e arrivare pronti alla prossima sfida – dice il coach di Uta -. Ho preferito far riposare i ragazzi anziché intensificare gli allenamenti perché mancavano i presupposti e allora non era il momento di spingere. Veniamo da due sconfitte brucianti, dobbiamo pensare a ripristinare lo spirito”.
Le motivazioni non mancano: la squadra è stata rinforzata in queste ultime settimane, il pacchetto “import” è al completo e anche il roster italiano ha avuto qualche ritocco, ma finora non è bastato per invertire la tendenza di una stagione partita tra mille difficoltà, fisiche (la distorsione di Germany al debutto) e burocratiche (l’arrivo ritardato di Quinn per via del visto): “In questa prima parte di torneo abbiamo affrontato delle avversarie che sulla carta potevano essere più abbordabili – ammette Gerbaldi -, ma purtroppo non nelle nostre condizioni precarie. Ora che le cose si stanno sistemando incroceremo purtroppo formazioni più forti e attrezzate. Ci vorrà una grande carica, ma sono convinto che la mia squadra si possa salvare, e anche bene”. Formazione al completo, mancherà solo Emanuele Rossi, squalificato.

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Netto KO nel derby Marchigiano

Ad Ancona, contro i Dolphins, finisce 42-0

Purtroppo, nemmeno l’aver completato l’organico ha giovato ai Ranocchi Uta, nettamente sconfitti dai Dolphins nel derby marchigiano (42-0). Il reintegro di Alex Germany dopo tre settimane di stop e l’ingaggio dell’oriundo Dave Martins al fianco di Tyren Quinn, alla seconda apparizione in maglia Pesaro, lasciavano ben sperare in un cambio di rotta. Nel frattempo, la società aveva compiuto un ulteriore sforzo aggiungendo al roster l’esperienza di Paolo Meneghetti.

Ma tutto questo, al cospetto degli anconetani, non è bastato. La difesa dei Dolphins è apparsa impenetrabile e, a parte l’indiscussa furia agonistica, i ragazzi di Gerbaldi non sono riusciti a concretizzare i loro attacchi. Nel primo quarto i Ranocchi sprecano l’opportunità di portarsi in vantaggio con un calcio piazzato da 3 punti di Canuti, bloccato da Misher; poi, dal 2° quarto in avanti, i padroni di casa diventano anche padroni della partita. Dopo il 7-0, siglato da Dean e Brancaccio, Canuti non centra i pali con il field goal calciato dai 24 metri ed è Ancona ad aumentare il distacco col touch-down del giovane Mosca.

Prima dell’intervallo Nocera segna il 19-0, arrotondato dalla trasformazione di Dean. Dagli spogliatoi, i pesaresi escono battaglieri e conquistano subito 20 yards con le punizioni, ma non riescono a rompere il ghiaccio ed è ancora il figlio d’arte Mosca a mettersi in evidenza col secondo td personale, poi Brancaccio trasforma ed è 28-0. Il nervosismo sale insieme alla carica agonistica, ma non porta frutti, anzi sono ancora i Dolphins ad andare a segno con Clementi (35-0). Gli Uta rimediano un’espulsione con Rossi e la gara si chiude nel peggiore dei modi, subendo un ultimo touch-down da Gianfelici, arrotondato ancora dal kicker di casa (42-0). Ora c’è di nuovo una settimana di break da sfruttare: non si può più sbagliare se si vuole credere nella salvezza. Il 15 aprile la sfida sarà tostissima, al camposcuola di via Respighi arrivano i Giants Bolzano, vice-campioni d’Italia.

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Ranocchi UTA verso il derby di Ancona con l’oriundo

E’ arrivato Davi Martins, italo-brasiliano

I Ranocchi Uta sono lieti di annunciare l’ingaggio di Davi Martins.
Italo-brasiliano, e dunque in possesso del passaporto italiano che gli consente di stare in campo come “oriundo”, Davi gioca nel ruolo di linebacker. Giovanissimo – ha solo 21 anni – è reduce da un’esperienza con gli Algarve Sharks, in Portogallo, paese nel quale si è trasferito sei anni fa dal Brasile per seguire il suo sogno di football. Esordirà sabato pomeriggio in una partita speciale per Pesaro, il derby contro i Dolphins, ad Ancona (ore 18).
“Sono davvero entusiasta – dice Martins, il cui cognome per esteso è Paes Barreto Perruci Martins – il campionato italiano è un bel salto in avanti per me e voglio far bene in questa nuova situazione”.

Anche Alex Germany e Matteo Spada hanno recuperato dai rispettivi infortuni e la speranza è che finalmente coach Giorgio Gerbaldi abbia la formazione al completo per poter competere alla pari in una sfida molto sentita. Lo scorso anno – nel primo derby in serie A – vinsero i Dolphins, ma quest’anno di derby ce ne saranno due. Ecco perché: “La Fidaf ha aggiunto una gara al calendario che altrimenti sarebbe stato composto di 9 partite – spiega il presidente Frank Fabbri -. Ogni club è stato accoppiato con la squadra con cui c’è più storia, tradizione o vicinanza geografica. Così avremo il piacere di giocare il derby anche a Pesaro, il 27 maggio. Intanto ci affrontiamo nel sabato di Pasqua e vediamo chi la spunta”.

Molti gli ex, da una parte e dall’altra. Buona parte dello staff tecnico degli Uta è composto da ex delfini: Gerbaldi, Angeli e Di Bari e anche il presidente Fabbri in passato ha vestito la maglia di Ancona. Dall’altra parte della barricata, invece, c’è “Pippi” Moscatelli, una vita negli Angels Pesaro e oggi coach della defensive line dorica.

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Dura sconfitta contro Parma

I Panthers passano con autorità sul campo di Pesaro (45-7)

La sensazione è che si dovrà aspettare la quarta di campionato per riuscire a valutare la reale consistenza dei Ranocchi Uta 2018. Il pesante ko subìto dai Panthers Parma, passati agevolmente sul campo di via Respighi (45-7), ha visto Pesaro inerme per gran parte di un match nel quale solo il touch-down siglato da Mattia Gualandi in apertura di ripresa ha regalato un raggio di sole. Una giornata veramente grigia per la squadra di casa, in linea con la pioggia battente che ha rovinato parecchio il terreno di gioco.

Ancora senza Alex Germany (la distorsione alla caviglia con interessamento dei legamenti ha consigliato di non rischiarlo completando così la prognosi prevista di 20 giorni), con Matteo Spada out per un problema all’inguine e Jerry Frazzetto non in buone condizioni, la vita è stata subito dura per i Ranocchi, già sotto 21-0 al termine del primo quarto. Gli ospiti incrementano il vantaggio prima dell’intervallo (35-0), quindi l’unica segnatura di Uta, che non riesce poi a contenere la sfuriata finale dei Panthers, che chiudono 45-7.


“A parte che non siamo al completo e ci mancavano pedine importanti, non mi è piaciuto per niente lo spirito con cui siamo stati in campo – dice coach Gerbaldi -. Ora per fortuna c’è un bye week anche per noi, così da avere due settimane di tempo per recuperare tutti gli infortunati e andare ad Ancona a giocare il derby con i Dolphins per scoprire chi siamo quest’anno e cosa valiamo veramente”.

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Ranocchi UTA al debutto casalingo contro i Panthers

Domenica alle 14,30 al camposcuola di via Respighi: Tyren Quinn c’è

Finalmente alla terza di campionato i Ranocchi Uta approdano a casa. Dopo la trasferta di Firenze e l’omaggio a Forlì, con la gara giocata sul campo che era dei Titans, la squadra di coach Gerbaldi fa il suo esordio al camposcuola di via Respighi, domenica alle 14,30 ospitando i Panthers Parma, squadra che si è rinforzata parecchio rispetto alla scorsa stagione. In settimana è finalmente sbarcato a Pesaro il secondo ‘import’ della formazione pesarese, il safety Tyren Quinn, che può giocare anche nel ruolo di ricevitore.

L’atleta di Cincinnati è pronto a dare il suo contributo ai suoi nuovi compagni, a caccia della prima vittoria: “E’ la mia prima volta in Europa – ricorda il rookie, che esce dal prestigioso college di Kentucky – sono molto eccitato da questa nuova avventura, che rappresenta il mio inizio da professionista nello sport che amo. Alex Germany, che gioca nel vecchio continente da diversi anni con successo mi ha dato molti consigli e spiegato diverse cose. Ho capito che, anche se da bambino sognavo la Nfl, qui posso coronare ugualmente il mio sogno di football. Le mie qualità principali sono l’atletismo e la velocità ed è con queste che intendo aiutare i miei compagni italiani che sto cominciando a conoscere ed apprezzare”.

Purtroppo Matteo Spada, uno dei punti di forza dei Ranocchi Uta, non sarà della partita: ha un problema muscolare all’inguine e si è deciso di non rischiarlo. Mentre Alex Germany, che aveva avuto una prognosi di 20 giorni per la distorsione alla caviglia subìta a Firenze contro i Guelfi il 3 marzo scorso, sta stringendo i denti per riuscire a scendere in campo al fianco di Quinn.
L’ingresso alla partita, che inizierà alle 14,30, è gratuito.

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