Debutto sfortunato: sconfitti all’over time dai Chiefs

Il week-end di rilancio degli Angels va ad un passo dal diventare perfetto. La riuscitissima presentazione della squadra, sabato al Jungle Land, che aveva riaperto il cuore di quanti amano storia e tradizione nello sport non ha trovato il giorno dopo sul campo quella vittoria a lungo sperata nel match d’esordio in Cif9. Hanno vinto i Chiefs Ravenna, favoriti dal pronostico non solo per la prima di campionato, ma per il primato nel girone E, ma lo hanno fatto solo all’over time (33-27).

I giovani angeli hanno speso tutto quello che avevano, che ancora però non è sufficiente per aver ragione di un’avversaria più esperta, con un roster da serie A2, campionato dal quale sono appena retrocessi. «I regolamentari si sono conclusi sul 27 pari – racconta Giorgio Gerbaldi, assistente del reparto difensivo – poi ai supplementari i Chiefs hanno trovato il touch-down, però siamo riusciti a stoppare il loro calcio quindi speravamo nell’attacco successivo di completare il gioco e vincerla così. Non ci siamo riusciti per un soffio, peccato. La partita è stata bruttina, ma dobbiamo ancora compattarci visto che siamo ripartiti da poco: c’è comunque il tempo per sistemare le cose prima della seconda giornata di Comacchio, in programma il 2 marzo e la fiducia non deve mancarci».

angels-2019

Il presidente Fabbri aveva già motivato le ragioni di questa ripartenza: «Noi guardiamo al futuro e nonostante le belle annate coi Titans in serie A ci siamo arresi all’evidenza che il nostro vivaio stava languendo – ha spiegato Frank -. Se oggi abbiamo giocatori validi come Frazzetto e Ascani è perché dieci anni fa li abbiamo formati, quando ripartimmo dalla B, dobbiamo seguire la stessa strada per cercare nuove leve ed invogliare le giovani generazioni a provare il football con un lavoro mirato che faremo nelle scuole».

Un progetto che vedrà protagonisti tutti i membri del coaching staff, compreso quel Mel Gallitornato dalla California per mettere le ali ai suoi Angels: «Sono molto orgoglioso di lavorare con questo gruppo, il Cif9 è il vero campionato italiano, dove ogni città schiera il suo prodotto. Lavoreremo per averlo sempre migliore. Qui mi sento come a casa» dice.

E nella rinascita hanno creduto ancora tutti gli sponsor che avevano sostenuto la serie A, dal main sponsor Ranocchi alla Gls, dalla Banca Generali alla Datagest. Il football americano a Pesaro è vivo più che mai.

ufficio stampa Angels Pesaro

Gli Angels si presentano

Una nuova avventura per rilanciare il football americano in città

Sabato 16 febbraio alle 16,30 gli Angels Pesaro si presentano alla cittadinanza e ai media nella originale cornice del “Jungle Land” di Baia Flaminia, la palestra in verticale alta 8 metri sita in viale Parigi n.16.

Sarà presente l’intera squadra, che partecipa al campionato di Terza Divisione, insieme al coaching staff e agli sponsor che sostengono il club in questa significativa ripartenza con il nome storico degli Angels.

Vi aspettiamo!

Ricominciamo da capo

Ricomincio da capo ….è il titolo del libro autobiografico di Giovanni Ranocchi…..Ranocchi è il main sponsor della squadra di football americano Pesarese….gli ANGELS rinati nel 2006 sono riusciti con tanti sacrifici ad ottenere palcoscenici importanti  


Grazie poi alla fusione con il team di Forlì hanno formato una nuova franchigia nel limbo del football italiano gli UTA PESARO 3 STAGIONI FANTASTICHE IMPORTANTI dove hanno giocato stagioni ,ben due, in SERIE A1…..si sono sempre salvati sul campo ma non hanno avuto la forza di costruire nulla dietro la prima squadra non esisteva più un settore giovanile ….un fallimento…… allora la drastica decisione del presidente Frank Fabbri di ritornare al passato a quel dicembre del 1981….. ritornare ANGELS ripartire dalla serie CIF 9 con un solo obbiettivo rifondare il settore giovanile….. UNICO obbiettivi del prossimo biennio 2019/ 2020 …… le sfide ci piacciono ….

Ranocchi UTA, già salvi travolti a Milano

Finisce 50-0 per i Seamen, che completano la perfect season

Sembrava un copione già scritto: una squadra già salva, rilassata, e con qualche infortunato importante, sale in casa della più forte di tutte, e di gran lunga, destinata a rivincere il Superbowl. Non poteva che uscirne un dominio dei Seamen Milano, che rispettano il pronostico e travolgono i Ranocchi Uta con un punteggio severo (50-0).

«Milano ha dimostrato rispetto schierando i titolari per tutto il primo tempo. Noi abbiamo giocato a cuor leggero per l’obiettivo già raggiunto – riconosce Alessandro Angeloni, assistente del reparto offensivo – mantenendo però un certo entusiasmo, che ci veniva da questa leggerezza mentale, e per due volte siamo arrivati in end-zone senza però riuscire a segnare. Nella ripresa, poi, Milano ha fatto ruotare anche le riserve ma sempre mantenendo in campo i titolari nei ruoli chiave e dunque senza abbassare mai la guardia”. Prima di una post-season che sembra già scritta, i Seamen andranno a giocarsi la finale di Coppa Campioni. Uta, invece, rompe le righe: i protagonisti di questa seconda stagione di serie A  si saluteranno domenica prossima, a tavola.

Pesaro è salva: giocherà ancora in A1

Cede ai Dolphins Ancona nel derby (28-14), ma Torino cade a Bergamo

Una dolce sconfitta. Non per il risultato, che stavolta il derby i Ranocchi avrebbero voluto vincerlo. Ma perché da Bergamo arriva la notizia che a scendere in A2 saranno, a sorpresa, i Giaguari. E così la vittoria di Torino conquistata al fotofinish da Uta due settimane fa assume ancora più valore: perché è quella che, alla fine dei conti, gli ha consegnato la possibilità di disputare ancora la massima serie la prossima stagione: “L’impegno ce l’abbiamo messo, ma per vincere contro i Dolphins serviva qualcosa in più – ammette coach Gerbaldi -. Abbiamo comunque onorato l’impegno fino alla fine, pur senza due pedine importanti come Spada e Gualandi che hanno ridotto le potenzialità del reparto dei ricevitori”.

A vivere una giornata da leone è stato Ale Angeloni che alla bella età di 47 anni si permette ancora di segnare un touch-down in serie A1: “Ho seguito una traccia corta in esterna che avevamo deciso e quando mi è arrivato il passaggio preciso di Germany ero già in end zone – sorride soddisfatto il veterano, classe ’71 -. Se sarà la mia ultima stagione? Ancora non lo so: se sì, allora forse questo è stato il mio ultimo touch-down nella massima serie”. La sua segnatura, che aveva portato la contesa sul 9-7 per gli ospiti, aveva fatto sperare in un secondo tempo diverso. Invece i dorici hanno chiuso i conti in apertura di ripresa. L’altra segnatura porta la firma di Aldo Fiordoro che, sul 28-7, ha tirato fuori l’orgoglio per far chiudere dignitosamente la partita alla sua squadra con una finta e corsa efficace. Il kick di Canuti ha poi chiuso la contesa sul 28-14. E alla fine, sul terreno di via Respighi, hanno festeggiato entrambe. L’ultima a Milano, contro i Seamen, si giocherà a cuor leggero, solo per l’onore.

L’ufficio stampa

Ultima in casa, c’è un derby da vincere

Domenica alle 15 i Ranocchi Uta sfidano i Dolphins Ancona

E adesso i Ranocchi Uta si vogliono togliere lo sfizio. Domenica al camposcuola di via Respighi arrivano i cugini dei Dolphins Ancona. Così, dopo l’impresa di Torino, sia per garantirsi la salvezza senza aspettare il risultato del match fra Lions e Giaguari, ma soprattutto per fare un regalo ai propri tifosi, che quest’anno in casa se ne sono andata a casa sempre sconsolati, la truppa di Gerbaldi vuole vincere. Un derby marchigiano pieno zeppo di ex: Pippi Moscatelli, gloria passata degli Angels, oggi è sulla barricata dorica, mentre tutto il coaching staff pesarese ha vestito la maglia dei Dolphins. Naturale, quindi, che le motivazioni nel preparare questa partita siano al top: “I Dolphins sono una società di grande tradizione che appena una settimana fa ha festeggiato i suoi 35 anni di storia ininterrotta e meritano il nostro rispetto – dice il presidente Frank Fabbri -. Detto questo, noi vogliamo portare a casa questa partita, soprattutto pensando all’andata dove abbiamo offerto la nostra peggior prestazione. La Fidaf ci dà la possibilità di rigiocare il derby, vogliamo il riscatto”.

Mancheranno purtroppo sia Spada che Gualandi, due ricevitori capaci di fare la differenza, ma dopo il blitz sul campo dei Giaguari la fiducia è rinata sull’asse GermanyFrazzetto. Ed è su di loro, le punte di una squadra che adesso crede in se stessa, che si fondano molte delle speranze di portare a casa questo derby.

Sbancata Torino, la salvezza è più vicina

I Ranocchi UTA superano i Giaguari nel finale (29-28)

Una vittoria di importanza capitale per i Ranocchi Uta che espugnano il campo dei Giaguari Torino in un finale batticuore (29-28 il risultato). Con due vittorie nel carniere, entrambe conquistate in trasferta, i ragazzi di coach Gerbaldi si avvicinano sensibilmente alla salvezza: “E’ stata una vera impresa – ammette il presidente Frank Fabbri, strafelice – l’ultima azione è stata incredibile, decisa con coraggio dal nostro allenatore che ha preferito rischiare per vincere, anziché andare ai supplementari”.

Un match ad elastico, in cui i padroni di casa andavano in vantaggio e venivano puntualmente ripresi da Pesaro, sino all’epilogo, con il rimpianto di aver sprecato ben 3 intercetti di Alberto Abbondanza.

Sul 28-21 per Torino il lancio perfetto di Alex Germany, che ha diviso la cabina di regia con Fiordoro, pesca Frazzetto per il touch-down che riapre le speranze a una manciata di secondi dal termine, 14 per l’esattezza. Il tabellone segna 28-27 per i Giaguari, c’è un un extra-point da calciare e Canuti non ha mai fallito sin lì.

“Si poteva giocare per il pareggio ma Gerbaldi nel time-out ha disegnato l’azione per cercare una trasformazione da due punti e chiuderla lì. Trasformazione che Germany ha realizzato con freddezza e precisione. Dopo di che si è scatenato il putiferio – racconta il presidente -. Non ho mai fatto un viaggio di ritorno così bello, sette ore in pullman sono volate, i ragazzi hanno sempre cantato da Torino fino a casa. E alle sette e mezza di domenica mattina abbiamo fatto colazione a Pesaro. Meraviglioso”. A questo punto, i pesaresi attendono con ansia il derby marchigiano del 27 maggio contro i Dolphins Ancona per certificare la permanenza nella massima serie e togliersi uno sfizio. Sarebbe, fra l’altro, l’ultima possibilità di regalare un sorriso al pubblico di casa,  visto che la stagione si chiuderà poi il 3 giugno con la trasferta di Milano contro i Seamen.

L’ufficio stampa

UTA niente da fare in casa

Al campo di via Respighi passano i Rhinos Milano (46-21)

Contava di rompere il ghiaccio anche in casa, Pesaro. Ma i troppi errori commessi nella parte centrale del primo tempo hanno tarpato le ali a Frazzetto e compagni. Non era iniziata male, tutt’altro: sul 14-7 per i milanesi, i Ranocchi parevano in grado di contrapporsi ai rivali. Invece tre intercetti cambiavano all’improvviso l’inerzia del match: “Dire che sia stato per poca concentrazione sarebbe riduttivo e non posso pensarlo – dice coach Gerbaldi -.

Ma quando l’attacco regala palloni all’avversario anziché utilizzarli al meglio per cercare di segnare e subisce dei touch-down sul ribaltamento, poi il morale della squadra va a terra”. Non era, però, ancora finita. Spada approfitta di un colpo di fortuna e afferra la palla al volo, sguillata via a due avversari che si scontrano, mentre si trova in end-zone. Pesaro torna a crederci (34-13) e spinge per segnare ancora: spreca, però, per due volte il lancio per incomprensioni tra il qb Fiordoro con i suoi ricevitori, quindi uno snap sbagliato per Germany vanifica l’ultimo tentativo, a pochi secondi dall’intervallo.

Dove i Ranocchi avrebbero potuto accomodarsi con uno scarto ancora rimediabile e soprattutto con l’adrenalina ritrovata. Che invece non c’è più. Così, la ripresa è un monologo dei Rhinos, fatta eccezione per un intercetto di Tyren Quinn che deposita direttamente in touch-down e si fa un regola per il suo compleanno con la prima segnatura in maglia pesarese. Finisce 46-21 e adesso non si può più sbagliare: “Sabato a Torino ci giochiamo la salvezza – dice Gerbaldi -. Ci serve una settimana di allenamenti a ranghi completi, perché lo sport non mente: la partita è la fotografia di come ti alleni”.

L’ufficio stampa