Angel of the week: Pietro Ruggeri

Nome Pietro
Cognome Ruggeri
Soprannome Peter
Data di nascita 29/04/1969
Ruolo negli Angels Allenatore, Ex Giocatore
Ruolo Attuale
Numero di maglia 40
Altezza 173
Peso 82
Anni di esperienza nel football 29
Pietro Ruggeri

Pietro Ruggeri

In quali squadre hai giocato?
Angels Pesaro, Towers Bologna, Giants Bolzano, Phoenix San Lazzaro di Savena, Runaways Bologna, Warriors Bologna, Dolphins Ancona.

Quando e come ti sei avvicinato al football?
Mi sono avvicinato al football da bambino guardando le partite in TV e seguinedo i primi anni gli Angels, poi a 14 anni ho iniziato a giocare nelle giovanili degli Angels Touch Football assieme ad Angeli, Clini, Radi ecc.

Quale è stato il tuo percorso di crescita personale nel football?
Come molti ho inizaiato come QB ma ben presto sono stato dirottato in difesa (evidentemente ero troppo bravo come QB 😀 ) ho iniziato come CB poi SS e FS, crescendo di peso mi hanno spostato prima OLB e poi DE per poi terminare come Mike LB.

Hai raggiunto qualche particolare obiettivo nel football?
In nazionale non ho mai giocato, ma questo non è un grosso cruccio che ho. Però ho vinto 2 Superbowl (1996 e1997) con i Phoenix e giocato la finale di Champions League (1997), mentre con gli Angels ho giocato un Superbowl (1986), ne ho giocato uno anche con i Dolphins (2002) e uno da allenatore dei LB e Special Team (2003) mentre nel 2004 ho dovuto lasciare la squadra, per problemi personali, verso la metrà del campionato.

Qual’è la tua partita preferita e perché?
Non ho una vera partita preferita, tra quelle che ho giocato, piuttosto ne ho tante da dimenticare, partite in cui non ho dato o non sono riuscito a dare il massimo per contribuire a raggiungere il massimo della performance con i miei fratelli in campo, ma sono sempre stato tra gli ultimi a mollare. Mi piaceva molto giocare con squadre nuove, mai incontrate prima e di cui non si sapeva lo stile di gioco e chi erano i giocatori più forti.

Qual è il tuo metodo di allenamento in campo e in palestra?
Era di cercare di dare il massimo in ogni esercizio ogni giorno d’allenamento. In partita di dare il massimo dal primo snap all’ultimo fischio dell’arbitro. In palestre ho sempre ricercato lo sviluppo della potenza, senza dristrarmi dalla crescira muscolare e dalla ricerca della forza pura (questi poi vengono col tempo come effetti collateralei benefici.

Che obiettivi individuali hai per questo campionato?
Fare cerescere i miei giocatori il più possibile (tecnicamente e tatticamente) di fargli capire sempre meglio questo sport stupendo nelle sue sfumanture (sempre nei limiti delle mie capacità). fargli capire che l’impegno ed il lavoro sono le uniche strade per il miglioramento, e con un miglioramento globale di tutti i giocatori i risultati arrivano anche sul campo da gioco.

Il tuo ricordo più bello riguardo il Football?
Sicuramente l’anno in cui sono stato allenato da Alan Everest mi rimarrà sempre nel cuore. Poi la stagione con i Towers perchè eravamo 20/25 ragazzi dai 19 ai 22 anni che si divertivano assieme dentro e fuori dal campo. Molto bello è stato anche il primo anno con i Phoenix perchè c’era lo stesso spirito. Al contrario da piccolo gli Angels ero un po’ emarginato (erano tutti fortissimi ed affermati ed io ero un ragazzino che voleva farsi notare in campo, ma era veramente difficile). Al ritorno agli Angels dopo la riapertura ho ritrovato tanti amici delle giovanili che hanno fatto i loro percorsi sportivi e di vita come ho fatto anche io ma la spiegazione della storia della relatività è proprio questa: ti ritrovi assieme dopo più di 20 anni …. ma il tempo sembra che non sia passato.

Il football ha migliorato la tua vita? in cosa?
Si mi ha dato una prospettiva differente di come vedere le cose, mi ha insegnato a immaginare il futuro partendo dagli elementi che osservo nel presente, un po’ come quando reagisci ai giochi d’attacco, due o tre elementi che si muovono in una certa maniera e tu sai già che sarà un lancio in profondità o una corsa centrale.

Altro
Mi piecerebbe più dire come vedo personalmente il football.
E’ uno sport fantastico che può darti molto (sia gioie che delusioni), legami forti coi compagni e con i coach, ma è anche uno sport molto duro e per giocarlo ad alto livello bisogna essere disposti a fare molti sacrifici. Il football è uno sport per tutti (tutti possono trovare la propria collocazione all’interno di una squadra) ma non tutti sono tagliati per giocare a football (non tutti sopportano la fatica e il dolore, non tutti hanno la grinta e la determinazione che questo sport richiede). Però per chi è tagliato per il football si apre un nuova dimensione una dimenzione di amicizia vera e di fratellanza, perchè il football è il vero sport di squadra, in nessun altro sport ci si raggruppa nell’huddle per decidere assieme lo schema che si giocherà tutti contemporaneamente dopo pochi secondi,. Allo snap bisogna che tutti facciano quello che è stato appena concordato. Finita l’azione un nuovo huddle e un nuovo down e così fino alla fine dell’allenamento o della partita…… Bellissimo !!!!!

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