Pesaro si fail regalo di Natale: firmati Alexander Germany e il nazionale Timothy Richardson

«vi ho messo il regalo di Natale sotto l’albero»

Così, con una mail essenziale come nel suo stile, la notte della vigilia Alessandro Angeloni comunicava a tutto lo staff dei Ranocchi Uta la firma dei due americani che da tempo la società inseguiva per la seconda stagione in A.
«Onestamente mettere le mani su Germany lo ritenevo un sogno –ammette il presidente Frank Fabbri–. Perché due anni fa è stato la rivelazione del nostro campionato, arrivando a disputare il Superbowl con i Giants Bolzano coi quali ha disputato tre stagioni, con un intermezzo in Germania. Poi ha avuto dei problemi familiari, ha dovuto saltare una stagione, e al rientro sul mercato molte squadre erano già a posto. Siamo stati fortunati, ma anche abili a convincerlo: devo ringraziare il nostro coach, Giorgio Gerbaldi, e Alessandro Angeloni che hanno passato la notte di Natale al telefono, aspettando le firme di entrambi dagli Stati Uniti».

Alexander Germany, 27 anni, 1,78 per 86 kg, è il nuovo running back dei Ranocchi Uta, molto forte anche come defensive back. Originario della California, è un prodotto della San Jose State University (Prima Divisione). In Europa ha giocato anche in Germania, nei Saarland Hurricanes, nel 2015.

MENTRE Timothy Richardson, 25 anni, 1,80 per 92 kg, proviene da un college di Seconda Divisione, Millersville. Ha girato diversi campionati del vecchio continente, dalla Polonia all’Ungheria, sino all’Ucraina e fa parte anche del Team Usa, che disputa partite internazionali. Defensive back con abilità offensive, molto versatile, ottimo atleta, può essere utilizzato come wide receiver, runningback e quarterback: «Un giocatore completo, che può coprire le spalle in regia anche al nostro Aldo Fiordoro, al quale vogliamo dare fiducia – spiega coach Giorgio Gerbaldi –. L’anno scorso ha giocato lui da quarterback nelle due partite che abbiamo vinto, ma va anche protetto, perché è giovane e gli avversar in serie A sono tosti». GERMANY sarà la vera stella della stagione che parte a marzo: «E’ un top player, forse inaspettato per una piazza come la nostra, che si è riaffacciata in serie A solo un anno fa dopo tanti anni al piano di sotto – ricorda il presidente Fabbri – ma ho voluto tener fede a quello che mi chiese Ranocchi sugli spalti dello stadio di Vismara vedendo giocare l’americano di colore dei Seamen Milano: ‘portami un vero atleta, uno spettacolare’. Penso che l’abbiamo accontentato». Un talento che Bolzano ha avuto modo di apprezzare per tre anni, prima che si fermasse per questioni personali: «Ma se sta bene, come credo, farà onde anche quest’anno.

L’11 novembre ha fatto un test sulle 40 yards correndole in 4’36’’: un tempo abbagliante – racconta Gerbaldi –. Abbiamo perso un fenomeno come Kendall, approdato in Germania, ma sono convinto che Alex non lo farà rimpiangere. Soprattutto perché, esattamente come Robbie, ha molta testa».

Una stagione che Pesaro vuole vivere con più tranquillità rispetto allo scorso anno

magari divertendosi un po’ di più, se possibile. «Un anno in più di esperienza sulle spalle ci aiuterà sicuramente, saremo meno ingenui e più scafati su certe situazioni» ammette Gerbaldi. Che in questi giorni, insieme ad Alessandro Angeloni, vice presidente e assistente del reparto offensivo, sta trattando su più tavoli per arricchire la rosa degli italiani con elementi di esperienza nella massima serie. Il campionato si è ulteriormente ridotto (a 10 squadre) con la fusione fra Marines Ostia e Grizzlies Roma: «Sono le due squadre che avevamo battuto la scorsa stagione, ora hanno dato vita a una super squadra nella capitale e e già questo la dice lunga sul livello di competitività del prossimo torneo – sottolinea Gerbaldi –. Anche Guelfi Firenze e Dolphins Ancona si sono rinforzate.

Ci sarà da combattere, ma siamo pronti, l’entusiasmo nella truppa è crescente e sul fronte americano abbiamo preso il meglio che potevamo con i nostri mezzi, alzando sicuramente il livello dell’attacco». All’appello, poi, manca ancora l’oriundo previsto dal regolamento (ma non obbligatorio): «Vorremmo prendere un ricevitore che possa darci una mano anche come defensive back. La ricerca è difficile, perché i passaportati sono pochi, ma abbiamo tutto il tempo». Intanto, il regalo sotto l’albero è stato di quelli luminosi.

Elisabetta Ferri