UTA: un’altra brutta domenica da dimenticare

Sconfitta 14 a 6 per gli UTA Pesaro, che ieri hanno giocato in casa una partita importantissima in chiave salvezza.

Due squadre ugualmente affamate di vittoria: i Guelfi Firenze ancora completamente digiuni e gli UTA che quest’anno ne hanno giusto assaggiato il sapore durante lo scontro con i Grizzlies. Una partita, questa, fondamentale per determinare la salvezza e le posizioni di fondo classifica.

Sono stati degli UTA non al massimo delle loro possibilità quelli che sono scesi in campo ieri. Il prezzo del cambio di categoria si è fatto sentire e il buon roster di inizio anno domenica è risultato sensibilmente assottigliato. Le due settimane di pausa non sono bastate agli UTA per rimettere in carreggiata un attacco che tutt’ora fatica a trovare la quadra e recuperare un po’ di infortuni della difesa.

Contano poco come attenuante il rimaneggiamento di tutta la linea d’attacco e gli infortuni che hanno costretto pilastri della difesa a giocare mezzo servizio: fanno parte del football i momenti di difficoltà e, delle due squadre in affanno, ieri ha portato a casa il risultato quella con più voglia di vincere.

La cronaca della partita vede gli UTA partire in attacco con un buon ritmo e costringere i Guelfi nelle loro 20 yards senza concludere purtroppo la segnatura. Si procede con un touchdown fiorentino ed un calcio sbagliato per gli UTA. Da metà secondo quarto in poi cominciano a piovere errori in tutti i reparti, con ben 5 turnover a favore dei Guelfi. La difesa resiste a fatica al gioco aereo fiorentino e la speranza si spegne a metà del quarto quarto con i Guelfi che allungano il vantaggio e con gli UTA che, in una fiammata di orgoglio, portano a casa un touchdown a ridosso del two minutes warning. Inutile il tentativo di on-side kick che fallisce e pone fine al tentativo di riscatto pesarese giunto ormai troppo tardi.

Si torna a giocare in casa: Domenica contro i Guelfi

I Ranocchi affrontano Firenze in un match chiave per la salvezza

Domenica alle 14,30 i Ranocchi Uta tornano a calcare il terreno di casa. I ragazzi di coach Sclafani sono a caccia di un’altra vittoria, dopo quella conquistata il 19 marzo scorso contro i Grizzlies. Avversario di turno sono i Guelfi Firenze, ancora a secco di successi. Una gara che rappresenta per i pesaresi una grande chance in chiave salvezza.

«Infatti questa settimana abbiamo aggiunto un allenamento ai due che di solito svolgiamo – racconta coach Sclafani -. Siamo così arrivati più carichi, spero, a questa battaglia, anche se purtroppo non abbiamo ancora recuperato tutti i nostri infortunati: Frazzetto, Abbondanza e Gagliardi non sono ancora al meglio e anche stavolta dovranno stringere i denti per scendere in campo».
Il problema più evidente si registra nel reparto dei ricevitori: «Non riusciamo ad avere una situazione stabile – ammette il tecnico dei Ranocchi – e questo rappresenta il guaio più grosso per il nostro quarterback, che non ha ingranato anche per questo. Chase Venuto, non sta trovando il ritmo, ma ho parlato a lungo chiedendogli di non strafare, che è il rischio più grosso per un giocatore quando è consapevole che non sta giocando bene e la sua ansia cresce».
Peccato, perchè al debutto era sembrato che l’assetto potesse essere azzeccato: «E’ vero, a Parma muovevamo il pallone meglio, senza gli errori grossolani commessi nelle partite successive. Ma il qb fa fatica a trovare un’intesa se i ricevitori cambiano ogni volta».
In questa situazione, dove la difesa funziona bene mentre l’attacco non ingrana, il pericolo è che la squadra si scolli: «Non deve succedere invece – dice Sclafani -, anche se capisco che la difesa sia un po’ frustrata perché manca la reazione dell’altro reparto. Ma a volte nel football capita anche il contrario: bisogna rimanere compatti e avere fiducia e sapere che chi sta andando bene può comunque salvare la partita».
Con Firenze il risultato è uno solo: «Dobbiamo vincere, perché la salvezza passa da questo duello, lo sanno anche loro che questa è forse la loro ultima chance e quindi sarà durissima per entrambe».

 

L’ufficio stampa