Ranocchi UTA, in notturna contro i Seamen

Si gioca sabato alle 18,30 allo stadio di Vismara

Sfida affascinante per i Ranocchi Uta in una location e in un orario diversi dal solito: contro i Seamen si gioca infatti sabato in notturna, alle 18,30, allo stadio di Vismara.
“Un posto che ci trasmette buone sensazioni, lì abbiamo vinto la sfida playoff con Castelfranco un anno fa” ricorda coach Sclafani. E nello stesso stadio gli Angels due estati fa giocarono una grande partita contro un college americano, suscitando ogni volta la curiosità di un quartiere molto appassionato di sport.
“Speriamo allora di avere ancora una volta un buon pubblico, perché quella con i Seamen Milano è l’ultima in casa di questo campionato e vogliamo lasciare un buon ricordo di noi”.


Si sente che l’atmosfera è buona in casa pesarese, dopo la prestazione orgogliosa e di sostanza disputata a Milano al cospetto dei Rhinos campioni in carica, una settimana fa: “La mente è tutto nello sport. Se avessimo giocato, ad esempio, contro i Dolphins con lo stesso spirito con cui abbiamo affrontato i Rhinos, oggi parleremmo forse di un’altra stagione” ammette il coach di Uta.
“Dobbiamo maturare proprio in questo aspetto: abbiamo giocato troppe gare, specie quelle che erano alla portata, carichi di ansia, troppo preoccupati, con la paura di sbagliare: e alla fine abbiamo sbagliato. Mentre a Milano, dove non avevamo nulla da perdere, abbiamo eseguito meglio tutto e ci siamo anche divertiti. Vorrei che contro i Seamen, che come squadra sono altrettanto solidi, anzi forse anche più dei Rhinos, scendessimo in campo con la stessa mentalità”. Il reparto difensivo è in sofferenza senza Piermaria e Ndreu, mentre in attacco Frazzetto, seppur acciaccato, ci sarà. Gli Uta proveranno a regalarsi una grande serata prima delle due trasferte che chiuderanno la stagione in A1.

L’ufficio stampa

Derby acceso, ma passano i Dolphins

Dopo 29 anni di assenza, Ancona fa sua la sfida contro Pesaro

Ventinove anni dopo, il derby, tra Pesaro e Ancona nella massima serie, ha regalato emozioni al pubblico del camposcuola di via Respighi. La vittoria è andata ai Dolphins (25-36 il punteggio) e ai Ranocchi Uta resta l’amaro in bocca. Ma, come riconosce onestamente a fine gara il defensive Giorgio Gerbaldi «ha vinto chi ha sbagliato meno. E non siamo noi». In effetti i pesaresi di errori ne hanno commessi troppi per sperare di condurre in porto una battaglia iniziata col piede giusto. Dopo pochi minuti a sbloccare la partita era infatti Matteo Spada, su bel lancio del suo qb, Chase Venuto; Leonardi si fa stoppare il calcio ed è 6-0.

Subito dopo, i padroni di casa perdono una delle colonne del reparto difensivo, Kristi Ndreu, che esce portato a braccia dai compagni: si teme per il ginocchio. I Dolphins sprecano un calcio da tre punti e Pesaro aumenta il vantaggio col primo touch down stagionale di Alec Iacovelli: l’americano aggancia al volo l’assist di Chase Venuto ma poi la trasformazione da due punti non va e Uta non capitalizza il vantaggio come potrebbe (12-0). Si potrebbe andare all’intervallo con l’inerzia in pugno, ma i locali si fanno sorprendere dalla corsa laterale di Soltana; entra anche il calcio e le distanze si riducono (12-7). Ma il touch-down più spettacolare arriva poco dopo, con Mosca in tuffo direttamente in end-zone. La trasformazione va a segno e Ancona sorpassa (12-14). Pesaro accusa il colpo e spreca una buona opportunità nel successivo attacco, facendosi intercettare.
Dopo l’intervallo riparte Spada che, in slalom, va a depositare il pallone del terzo td di Uta, Leonardi stavolta non sbaglia e i Ranocchi ribaltano di nuovo il punteggio (19-14). Ma è l’ultima volta. Poi i Dolphins salgono in cattedra: c’è un po’ di discussione, ma gli arbitri ritengono valido il touch-down che pareva un passaggio incompleto e che invece permette agli anconetani di rimettere il naso avanti (19-21).
A quel punto arriva la sanguinosa ‘persa’ da Spada, fin lì tra i migliori: sul kick-off di ritorno, il ricevitore va sicuro per ripartire di corsa, ma la palla gli scivola e viene intercettata da un avversario. Ancona non spreca la ghiotta occasione e dopo aver segnato nuovamente, decide di andare per la trasformazione da due punti, che va a bersaglio (19-29). La carica emotiva si ribalta sul versante ospite, mentre Uta paga caro il momento no e subìsce un altro touch-down. Chase Venuto si fa male, anche lui al ginocchio. Coach Sclafani inserisce in regia Fiordoro che regala, con un bel lancio, al giovane Iacopo Bertini la soddisfazione della prima segnatura in serie A. «E’ questo il mio regalo di compleanno – dirà alla fine un po’ mesto il presidente Frank Fabbri -. Avrei voluto la vittoria nel derby, ma il primo touch down in serie A1 di mio nipote è meglio di niente». Per evitare l’ultimo posto e salvarsi, i Ranocchi dovranno ora guardarsi da Grizzlies e Guelfi.

 

Domenica Piatto forte, c’è il derby.

Si sfidano dopo tanti anni Ranocchi Uta Pesaro e Dolphins Ancona

Torna il derby delle Marche. Oggi alle 14,30 al camposcuola di via Respighi va in scena una sfida assente da una vita, quella fra Ranocchi Uta Pesaro e Dolphins Ancona. Sugli spalti è annunciato il pubblico delle grandi occasioni: perché questo match, oltre a stuzzicare l’appetito dei fans locali, invoglia anche i tifosi dorici a salire verso nord.
«Per noi pesaresi è innegabilmente una partita molto sentita. E’ fantastico tornare a giocare il derby dopo tantissimi anni, ai tempi delle prime sfide con Ancona io ancora giocavo nelle giovanili – ricorda Alessandro Angeloni –. Finalmente siamo al primo vero scontro nella massima serie, siamo carichi per l’arrivo di un’avversaria a tutti noi ben conosciuta. In passato molti di noi, oltre che negli Angels, hanno giocato anche nei Dolphins: io stesso, Piermaria, Leonardi, Fabrizi e il nostro presidente Frank Fabbri».
La gara di oggi sarà anche il modo di onorare la memoria di Gianluigi Luchena, che ha lasciato un grande ricordo su ambo le sponde.

«E’ stato il faro dei Dolphins, uno degli uomini simbolo della società dorica – dice Angeloni – però ha avuto un passato anche a Pesaro, quindi il suo ricordo è nel cuore di ambedue le squadre».
I Dolphins sono rimasti sempre ad alto livello, mentre il football a Pesaro è scomparso per tanti anni, prima di essere rifondato nel 2006, ripartendo dalla serie B. «Ma adesso siamo tornati – dice Angeloni con orgoglio – e abbiamo mille stimoli dentro per quest’incontro. Fra Pesaro e Ancona c’è una sana rivalità che passa anche dalla stima per il gran lavoro che hanno fatto a livello giovanile. Loro sono favoriti, ma noi venderemo cara la pelle».
E’ l’ultima occasione dei Ranocchi per difendere la serie A1 appena conquistata ed evitare il rischio di un rapido ritorno al piano di sotto.

L’ufficio stampa

 

UTA: un’altra brutta domenica da dimenticare

Sconfitta 14 a 6 per gli UTA Pesaro, che ieri hanno giocato in casa una partita importantissima in chiave salvezza.

Due squadre ugualmente affamate di vittoria: i Guelfi Firenze ancora completamente digiuni e gli UTA che quest’anno ne hanno giusto assaggiato il sapore durante lo scontro con i Grizzlies. Una partita, questa, fondamentale per determinare la salvezza e le posizioni di fondo classifica.

Sono stati degli UTA non al massimo delle loro possibilità quelli che sono scesi in campo ieri. Il prezzo del cambio di categoria si è fatto sentire e il buon roster di inizio anno domenica è risultato sensibilmente assottigliato. Le due settimane di pausa non sono bastate agli UTA per rimettere in carreggiata un attacco che tutt’ora fatica a trovare la quadra e recuperare un po’ di infortuni della difesa.

Contano poco come attenuante il rimaneggiamento di tutta la linea d’attacco e gli infortuni che hanno costretto pilastri della difesa a giocare mezzo servizio: fanno parte del football i momenti di difficoltà e, delle due squadre in affanno, ieri ha portato a casa il risultato quella con più voglia di vincere.

La cronaca della partita vede gli UTA partire in attacco con un buon ritmo e costringere i Guelfi nelle loro 20 yards senza concludere purtroppo la segnatura. Si procede con un touchdown fiorentino ed un calcio sbagliato per gli UTA. Da metà secondo quarto in poi cominciano a piovere errori in tutti i reparti, con ben 5 turnover a favore dei Guelfi. La difesa resiste a fatica al gioco aereo fiorentino e la speranza si spegne a metà del quarto quarto con i Guelfi che allungano il vantaggio e con gli UTA che, in una fiammata di orgoglio, portano a casa un touchdown a ridosso del two minutes warning. Inutile il tentativo di on-side kick che fallisce e pone fine al tentativo di riscatto pesarese giunto ormai troppo tardi.

Si torna a giocare in casa: Domenica contro i Guelfi

I Ranocchi affrontano Firenze in un match chiave per la salvezza

Domenica alle 14,30 i Ranocchi Uta tornano a calcare il terreno di casa. I ragazzi di coach Sclafani sono a caccia di un’altra vittoria, dopo quella conquistata il 19 marzo scorso contro i Grizzlies. Avversario di turno sono i Guelfi Firenze, ancora a secco di successi. Una gara che rappresenta per i pesaresi una grande chance in chiave salvezza.

«Infatti questa settimana abbiamo aggiunto un allenamento ai due che di solito svolgiamo – racconta coach Sclafani -. Siamo così arrivati più carichi, spero, a questa battaglia, anche se purtroppo non abbiamo ancora recuperato tutti i nostri infortunati: Frazzetto, Abbondanza e Gagliardi non sono ancora al meglio e anche stavolta dovranno stringere i denti per scendere in campo».
Il problema più evidente si registra nel reparto dei ricevitori: «Non riusciamo ad avere una situazione stabile – ammette il tecnico dei Ranocchi – e questo rappresenta il guaio più grosso per il nostro quarterback, che non ha ingranato anche per questo. Chase Venuto, non sta trovando il ritmo, ma ho parlato a lungo chiedendogli di non strafare, che è il rischio più grosso per un giocatore quando è consapevole che non sta giocando bene e la sua ansia cresce».
Peccato, perchè al debutto era sembrato che l’assetto potesse essere azzeccato: «E’ vero, a Parma muovevamo il pallone meglio, senza gli errori grossolani commessi nelle partite successive. Ma il qb fa fatica a trovare un’intesa se i ricevitori cambiano ogni volta».
In questa situazione, dove la difesa funziona bene mentre l’attacco non ingrana, il pericolo è che la squadra si scolli: «Non deve succedere invece – dice Sclafani -, anche se capisco che la difesa sia un po’ frustrata perché manca la reazione dell’altro reparto. Ma a volte nel football capita anche il contrario: bisogna rimanere compatti e avere fiducia e sapere che chi sta andando bene può comunque salvare la partita».
Con Firenze il risultato è uno solo: «Dobbiamo vincere, perché la salvezza passa da questo duello, lo sanno anche loro che questa è forse la loro ultima chance e quindi sarà durissima per entrambe».

 

L’ufficio stampa

 

Ranocchi UTA netto ko a Bergamo (31-6)

Un solo lampo in una partita scialba. Il touch-down messo a segno da Nabil Khalafa, storico per questo atleta nella massima serie, non accende però l’attacco dei Ranocchi Uta, sconfitti nettamente a Bergamo dai Lions.
“La difesa ha giocato ancora una grande partita, ma l’attacco non ha avuto né la rapidità né la precisione che sono necessari a questi livelli – ammette coach Sclafani -. Abbiamo diversi infortunati, mentre alcuni scendono in campo ugualmente nonostante siano in condizioni imperfette. Ma questo non dev’essere un alibi, si fa con quel che si ha. Se c’è stato un buco di preparazione, mi assumo io tutte le responsabilità. Ma non esiste che i ragazzi mollino, io non lo farò”.


Il primo tempo è stato un dominio da parte dei Lions (21-0), troppe le imprecisioni da parte ospite: due intercetti e due fumble hanno pesato. L’apertura di ripresa lasciava ben sperare ma il touchdown di Uta è stato solo un fuoco di paglia: “Questa sconfitta ridimensiona le nostre ambizioni – commenta ancora il coach dei Ranocchi -: è vero che in partenza potevamo anche sognare i playoff, ma ora dobbiamo risolvere i nostri problemi, che non sono pochi, e pensare prima di tutto alla salvezza”.
Ed il match del 23 aprile, in casa contro i Guelfi Firenze, sarà già una partita chiave in questo senso.

L’ufficio stampa

UTA si ricomincia da Bergamo domenica contro i Lions

Dopo la sosta, i Ranocchi UTA tornano in campo domenica contro i Lions

Una lunga sosta, che ha spezzato un po’ il ritmo gara ai Ranocchi UTA, ma che ha dato la possibilità a coach Sclafani di recuperare alcuni dei suoi infortunati: gli americani si sono lasciati alle spalle i rispettivi acciacchi e tornerà disponibile anche Michele Abbondanza, che si era fatto male all’esordio, anche se non parte titolare.
“Purtroppo, però, la coperta è sempre corta perché in difesa ci sono venuti a mancare sia Grimaldi che Gagliardi. Siamo in emergenza – ammette Sclafani – perciò ho dovuto chiedere un sacrificio a Fiordoro, che nasce come difensore, prima di trasformarsi in quarterback”.


Se la difesa è stata finora la grande sicurezza di Pesaro, è chiaro che queste assenze potrebbero aprire qualche problema. In attacco, invece, dove si rigetta nella mischia Ale Angeloni con la sua grande esperienza, si è lavorato sodo per affinare l’intesa che nelle prime tre uscite non era sembrata perfetta: “Abbiamo insistito molto sul feeling tra quarterback e ricevitori e modificato alcuni giochi” spiega Sclafani. Che, dopo aver centrato la prima vittoria al terzo tentativo con i Grizzlies Roma, domenica vuol provare a sorprendere i Lions in casa loro: “Non è l’avversario ideale, perché saranno galvanizzati dopo il successo ottenuto sui Giaguari, ma noi stiamo crescendo. Dobbiamo solo farci trovare più pronti dal punto di vista mentale e capire che al piano di sopra si gioca in maniera molto più rapida”. Partenza alle 7 del mattino, kick-off alle 15.

L’ufficio stampa

 

Riccardo Valentini UTA of the week

Scheda giocatore

Nome e Cognome Riccardo Valentini
Soprannome Rickyshi
Data di nascita 18/07/1995
Ruolo negli UTA Giocatore
Ruolo Attuale Defensive Line
Numero di maglia 5
Altezza / Peso 185 / 95
Città di provenienza Pesaro
Professione Operaio
Anni di esperienza nel football 6

RIccardo ValentiniStoria e intervista

In quali squadre hai giocato prima degli UTA?
Angels

Quando e come ti sei avvicinato al football?
2011 tramite amici

Quale è stato il tuo percorso di crescita personale nel football?
Sono passato da giocare offensive tackle a defensive end per la perdita di peso e se continuo cosi ho paura dovrò giocare cornerback

Hai raggiunto qualche particolare obiettivo nel football?
Aver vinto il la seconda divisione

Qual’è la tua partita preferita e perché?
Dopo il silverbowl direi Hogs-UTA, si vedeva proprio la voglia di vincere di tutta la squadra e la soddisfazione a fine partita di dire ce l abbiamo fatta

Che obiettivi individuali hai per questo campionato?
Riuscire a combinare qualche sack o qualcosa di utile per la squadra

Il football ha migliorato la tua vita? in cosa?
Nelle relazioni, mi ha abituato a stare bene in gruppo con tutti

Come hai vissuto l’unione tra Angels e Titans?
Molto bello ed entusiasmante, un unione azzeccata quasi come se fossero destinate a stare insieme

Quanta strada fai ogni settimana per andare ad allenarti?
Abbastanza

 

Mattia Gualandi UTA of the week

Scheda giocatore

Nome e Cognome Mattia Gualandi
Soprannome Guala
Data di nascita 10/03/1992
Ruolo negli UTA Giocatore
Ruolo Attuale Receiver/Tight End
Numero di maglia 19
Altezza / Peso 186 / 80
Città di provenienza Bologna
Professione Studente
Anni di esperienza nel football 10

Storia e intervista

In quali squadre hai giocato prima degli UTA?
Warriors Bologna, Dives Bologna, Ravens Imola, Titans Romagna

Quando e come ti sei avvicinato al football?
Presentazione dello sport a scuola da parte dei Doves Bologna nel 2007

Quale è stato il tuo percorso di crescita personale nel football?
Inizialmente giocavo quarterback, poi ho voluto provare ricevitore al mio ultimo anno di under18. Mi trovai molto bene fin da subito in questo ruolo. Negli anni ho avuto la fortuna di far parte del Blue Team junior, prima, e del Blue Team senior poi. Con i Ravens Imola abbiamo vinto nel 2012 il campionato di under21 e nel 2016 con gli UTA abbiamo vinto il titolo di seconda divisione.

Hai raggiunto qualche particolare obiettivo nel football?
Ho giocato nel Blue Team junior e senior. Ho inoltre vinto nel 2012 coi Ravens Imola il campionato under21 e con gli UTA il campionato di Lenaf.

Qual’è la tua partita preferita e perché?
Semifinale a Reggio Emilia contro gli Hogs. È stata quella, a mio parere, la vera finale. Loro molto forti e con tutti i pronostici dalla loro dato che erano i campioni d’Italia e, dall’altra parte, noi che eravamo considerati “quelli col girone facile” . La partita è stata una delle più emozionanti che abbia mai giocato e visto. Parlando da attaccante, il nostro gioco aereo ha fatto paura, grazie soprattutto alla linea che ha dato la possibilità al tutto di potersi svolgere. Da fuori deve essere stato davvero uno spettacolo.

Qual è il tuo metodo di allenamento in campo e in palestra?
In campo mi affido ciecamente ai coaches. In palestra seguiamo una routine preparataci appositamente, con due giorni di massimali ed un giorno di scarico.

Che obiettivi individuali hai per questo campionato?
Non mi piace darmi un limite fissandomi degli obbiettivi.

Il tuo ricordo più bello riguardo il Football?
Cene sono due in particolare: la prima partita con la nazionale senior e il fischio finale della semifinale contro Reggio.

Il football ha migliorato la tua vita? in cosa?
Nel football si è dei soldati prima di essere giocatori. Senza la disciplina non ci si migliora e non si aiuta la squadra a crescere. Il football mi ha insegnato prevalentemente il rispetto per gli altri, a non mollare mai anche quando si pensa di non potercela fare ed a cooperare con gli altri, a fare gioco di squadra.

Come hai vissuto l’unione tra Angels e Titans?
Avevo già fatto parte di una squadra ottenuta con l’unione di altre società (l’under21 dei Ravens nel 2012 è stata formata con l’unione di Warriors, Aquile, Ravens e Chiefs) e fin da subito ho avuto le stesse sensazioni di quel anno. Si è creato un gruppo fantastico che è stata la cosa che, più di tutte, ci ha portato a vincere il titolo con una perfect season.

Quanta strada fai ogni settimana per andare ad allenarti?
150km

 

Ranocchi UTA azzannati dai Giaguari (21-7)

Azzannati dai Giaguari. Non è stato un bel debutto casalingo per i Ranocchi Uta, sconfitti 21-7 da Torino. Ed è un peccato perché la “prima” in serie A dopo un quarto di secolo aveva richiamato tanta gente: tribuna del camposcuola di via Respighi gremita. “Infatti mi spiace tantissimo aver mandato a casa delusi i nostri fans. Volevamo conquistarli, invece abbiamo commesso troppi errori mentali, si vede che non li ho preparati bene durante la settimana e di questo mi prendo tutte le responsabilità”.

Coach Sclafani erge lo scudo a proteggere la truppa perché non si abbatta troppo dopo lo schiaffo subìto. L’attacco non ha girato a dovere ma, al contrario del match di Parma, non ha tenuto nemmeno la difesa e questo ha tolto sicurezza ai Ranocchi.
“Siamo tornati in campo per il 2° tempo che sembravamo morti, mentre sarebbe bastato un episodio per cambiare questa partita” riconosce l’head-coach di Uta. Come ad esempio il field-goal di Spada, finito fuori di poco nel 2° quarto. L’inerzia è rimasta sempre saldamente nelle mani dei Giaguari che dopo aver sbagliato un field-goal nel corso del 1° quarto per uno snap impreciso, nel 2° hanno sfondato con Scaramuzza che ha agganciato al volo un bel lancio di Morelli direttamente in end-zone. La difesa è rimasta spiazzata ed è calato l’avvilimento su una squadra che si sentiva forte proprio a causa dell’affidabilità del reparto difensivo. Dopo l’intervallo (al quale si è andati sul 7-0 per Torino) manca la rabbia agonistica giusta e così sono ancora i Giaguari ad allungare con una corsa di Patrone; il successivo calcio porta il punteggio sul 14-0. Gli Uta provano a reagire ma, giunti ormai a poche yards dalla meta, un lancio di Chase Venuto viene intercettato. Il qb perde lucidità e più tardi si fa intercettare un lancio corto che apre la strada al terzo touch-down ospite, con la difesa battuta di prepotenza. Sul 21-0 c’è la reazione tutta personale di Matteo Spada, che ricevuto al volo il kick-off dei piemontesi compie un vero e proprio coast to coast dribando tutti e depositando la palla in touch-down. Lo stesso giocatore realizza anche il calcio ma ormai è tropppo tardi per ribaltare la gara. Una dura lezione: “Ma ci servirà – dice Sclafani -. Dobbiamo innalzare il livello dei nostri allenamenti perché abbiamo la squadra per fare un salto di qualità”. Domenica, ancora in casa contro i Grizzlies Roma, la partita della verità.

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